Il recente inasprimento del conflitto tra Israele e Iran sta generando effetti a catena sull’economia globale, colpendo direttamente anche le imprese italiane. L’instabilità della regione mediorientale, cruciale per l’approvvigionamento energetico e per numerosi rapporti commerciali, espone infatti il nostro tessuto produttivo a nuove criticità.
Crescono i costi energetici: l’effetto immediato
L’Italia dipende fortemente dal gas e dal petrolio importati, in larga parte provenienti proprio dall’area mediorientale. Con il nuovo scenario di conflitto, i prezzi dell’energia hanno già registrato un’impennata, mettendo sotto pressione le aziende italiane. Aumenti nei costi di produzione e minori margini rischiano di rallentare, se non bloccare, intere filiere industriali.
In un contesto in cui la sostituzione dei fornitori tradizionali è ancora fragile – basti pensare al ruolo crescente dell’Algeria dopo la crisi russo-ucraina – diventa ancora più urgente accelerare sulla diversificazione energetica e sul ricorso alle fonti rinnovabili.
Esportazioni e logistica sotto osservazione
Il conflitto colpisce due mercati chiave per l’export italiano: Israele (oltre 3 miliardi di euro l’anno di esportazioni, in settori come meccanica, farmaceutica e arredamento) e l’intera area MENA, che rappresenta circa il 4% del nostro export totale.
Il deteriorarsi della situazione potrebbe comportare un calo della domanda, complicazioni logistiche e un aumento dei costi assicurativi. Inoltre, le aziende che importano componenti o materie prime da Israele rischiano ritardi o interruzioni nelle forniture, con effetti domino su molte catene produttive.
Il nodo Mar Rosso: un rischio per le rotte globali
Anche le rotte marittime internazionali sono minacciate. Il Mar Rosso, già messo in crisi da attacchi a cargo nel 2024, rappresenta un passaggio fondamentale per l’export italiano verso Asia e Africa. Qualsiasi ulteriore escalation potrebbe compromettere i tempi di consegna e aumentare i costi logistici.
Cosa possono fare le imprese italiane?
In un contesto così volatile, è essenziale:
- Monitorare costantemente gli sviluppi geopolitici e il loro impatto sui mercati di riferimento.
- Valutare la diversificazione dei mercati e dei partner commerciali.
- Rafforzare la gestione del rischio su forniture, trasporti e prezzi energetici.
- Considerare soluzioni assicurative specifiche per le esportazioni in aree critiche.


